Nel 1454 la chiesa, eretta probabilmente intorno al 1380, veniva concessa dai frati del vicino convento di
Sant'Agostino, poi modificato nel vasto palazzo del seminario che chiude un lato della piazza, alla Confraternita di San Bartolomeo. La trasformazione della chiesa
medioevale, avviata nel 1580, subisce una forte accelerazione nel 1629, anno in cui si compiono le opere più incisive mettendo mano all'allungamento del sacro edificio.Il
fronte principale è coronato da un cornicione a cassettoni sostenuto da mensole. Attraversato il portale, con ampia cornice lapidea profilata, si accede alla chiesa composta da
un'aula unica sormontata da un prezioso soffitto a cassettoni. L'allungamento della chiesa del 1629 aveva indotto i confratelli ad affidarsi all'abile intagliatore
Benedetto Ginestra da Fossombrone. Costui nel 1632 innalzava l'altare maggiore senza giungere ad occultare il preesistente soffitto ligneo. Così lo spazio dell'antica chiesa
medioevale, impreziosito dal soffitto del XVI secolo, diviene a seguito dell'erezione dell'altare maggiore, una sorta di coro della nuova chiesa ove collocare l'organo costruito nel
1668 da "Pierfrancesco Capelletti" di Città di Castello. Il cassettonato ideato dal Ginestra, pur mantenendo lo stesso schema di base del soffitto cinquecentesco, è impreziosito
da fioroni intagliati la cui doratura è adeguatamente constrastata dal blu cobalto di fondo delle formelle quadrate. Nelle due nicchie conchigliate dell'altar maggiore
sono le statue lignee di San Giovanni evangelista e San Bartolomeo apostolo. Allo scultore francese Giovanni Anguilla, attivo in Roma agli inizi del Seicento per gli
Aldobrandini, i Borghese e i Barberini, venne commissionata la statua del santo titolare della chiesa nel 1617. La statua dell'evangelista, con rimandi al classicismo pittorico
romano-bolognese, venne spedita da Roma nel 1638. L'immagine della Madonna del Buon Consiglio veniva donata alla chiesa nel 1777. In quello stesso anno si commissionava
a Marco Batazzi di Gubbio l'ornato ligneo. Lo schema dell'altare maggiore viene ripreso per la realizzazione degli apparati lignei laterali commissionati a mastro Bonifacio
Tornari nel 1672. I quattro dipinti, affiancati dalle nicchie con le statue degli apostoli, furono donati da Antonia Gucci nel 1699, e vanno ricondotti alla mano di Pasqualino Rossi
nato a Vicenza nel 1641. La prima tela d., raffigura San Bartolomeo risana la figlia di Polimnio, seguono in senso antiorario, San Bartolomeo converte Polimnio, il Battesimo di
Polimnio e il Martirio di San Bartolomeo. Delle otto statue poste nelle nicchie, nel 1690 furono commissionate allo scultore tedesco Francesco Enghiarez: San Pietro, San
Giacomo minore, San Paolo, Sant'Andrea e San Filippo. Piùmodeste appaiono quelle eseguite nel 1722 da mastro Pietro Ubaldelli e raffiguranti San Matteo e San Tommaso,
mentre di una certa qualità è la statua di San Giacomo maggiore. L'altare laterale sin. presenta un Crocifisso di legno donato ai confratelli nel 1621, e nel timpano la tavola
dell'Ascensione del Salvatore. Per l'altare d., ove è posta una seicentesca Annunciazione copia da Barocci, nel 1633 fu data facoltà di erezione a Giovanni Antonio Salucci il
quale vi collocò un quadro già in suo possesso. ^top |