Anticamente dedicata a Sant'Andrea la chiesa, che dava il nome all'omonimo quartiere, figura nel Liber Appassatus del 1339.
Nel dicembre del 1644 veniva richiesto al Comune un contributo per la chiesa di Sant'Andrea nella quale si intendeva fare l'oratorio di San Filippo. Lavori di trasformazione più consistenti
all'intero complesso risalgono però alla prima metà del XVIII. Nel febbraio del 1712 si disponeva la prosecuzione senza altri intoppi avvalendosi dell'opera e disegno di "Mastro Celle Amatori".
Cosi nel luglio del 1714 la fabbrica poteva già ospitare quattro Filippini.Con l'allungamento della chiesa del 1728, di cui si fece carico don Gaetano Palazzetti, il tempio fu impreziosito dalla cupola
ellittica. Nella facciata esterna incompleta sopra il disadorno ingresso compaiono le chiavi decussate e la tiara papale con la scritta "SACROSANCTAE LATERANENSIS ECCLESIAE" in quanto
nel 1450 la chiesa fu sottoposta al Capitolo di San Giovanni in Laterano. Il campanile in mattoni fu rimaneggiato nel 1835. Esternamente la parte di maggiore interesse architettonico è costituita dalla
cupola ellittica con copertura a squame di pesce, attualmente coperta dal secondo tamburo con tetto a padiglione inserito tra la lanterna e il primo tamburo ellittico con contrafforti.Il luminoso interno ha
una volta a botte lunettata, arricchita dalle scorniciature mistilinee in stucco, che conclude un disegno unitario frutto di una sobria e aggraziata architettura d'inizio Settecento che risente del barocco
mitteleuropeo. Strette tra le lesene con capitelli compositi, entro poco profonde nicchie, sono le virtùcardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza. Nelle prime due cappelle laterali,
all'altezza dei timpani degli altari, infine, sono a rilievo le figure delle virtù teologali: Fede, Speranza e Carità; alle quali si affianca la Devozione. La pala settecentesca, dello slanciato altare
maggiore, raffigura l'Assunzione con gli Apostoli al sepolcro della Vergine ricolmo di rose, tra i quali San Pietro in primo piano in basso a sinistra. Domina il presbiterio la cupola ellittica con i suoi
ventuno metri d'altezza. Lungo il corpo della chiesa sono quattro cappelle laterali intercomunicanti con cupolini ellittici. Nell'altare della 1a cappella d. è la pala della Madonna col Bambino, Sant'Andrea
Apostolo e un Santo Vescovo un tempo ubicata sull'altar maggiore. La Vergine, posta su di un piedistallo con stemma prelatizio di un Bonclerici, ricorda la Madonna degli Angeli degli Zuccari, mentre la
figura emaciata del vescovo potrebbe essere San Federico. Nella cappella d. successiva è la Morte di San Francesco Saverio firmata Gaetano Lapis e datata 1735. Nella 2a cappella sin. è un'altra pala del
Lapis raffigurante l'Estasi di San Filippo Neri del 1754. Vicina a detta cappella èl'olio su tela della Madonna del Vento un tempo collocato nell'edicola del trivio ed erroneamente assegnato al Lapis.La 1a
cappella sin. ospita infine una pala settecentesca raffigurante San Crispino e San Crespiniano, che per tradizione sarebbe stata commissionata dalla congregazione dei calzolai ricordata dal cumulo di scarpe
ai piedi dei due santi. ^top |