L'introduzione delle suore domenicane di clausura avvenne nel 1529 per volontà del vescovo di Cagli il card. Cristoforo del
Monte. Nel Settecento sono documentati numerosi lavori di trasformazione del monastero e della chiesa, come le singole celle costruite nel 1758 e il nuovo refettorio del 1762, mentre il coro inferiore veniva
rinnovato nel 1779. Restauri furono, poi, imposti dal terremoto del 1781. Nel grande tondo del timpano del portale della chiesa il cane con una
candela in bocca, scolpito a bassorilievo, rammenta che i domenicani erano detti "Domini canes", difensori della fede. La chiesa ad unica navata presenta una volta nelle cui decorazioni del 1758
compaiono i simboli del santo titolare, quali la mitra e il pastorale. Nel 1746 la chiesa veniva profondamente rimaneggiata tanto all'interno quanto esternamente. L'altare maggiore, consacrato nel 1749, fu
commissionato nel 1746 a Francesco Fabbri che lo esegu" su disegno di Biagio Miniera di Ascoli Piceno. Le statue poste nel timpano rappresentano la Fede e la Speranza. La pala di Gaetano Lapis del 1739,
trafugata dai napoleonici nel 1811, e raffigurante la Madonna del Rosario e San Domenico dal 1998 è tornata al suo posto. L'olio su tela de La Madonna del Rosario, copia dal Sassoferrato
eseguita nel 1828 dal pittore cagliese Giambattista Castracane ha trovato collocazione all'interno del convento. Ai lati dell'altare maggiore sono le statue di Santa Caterina da Siena (a sin.) e di Santa
Rosa da Lima. Nei due altari laterali marmorei, del 1751, sono a d. la pala de Il Miracolo di Soriano (visibilmente allungata) e a sin. quella del Miracolo di San Nicola da Bari dipinta dal Lapis nel 1756.
Allo stesso autore furono poi commissionati, nel 1759, i quattro ovali rappresentanti le Allegorie dei fasti di San Nicola da Bari il cui significato èchiarito nelle sottostanti cartelle. Le grate
dell'elaborata cantoria lignea dipinta, furono eseguite intorno al 1751, insieme a quelle presenti nel corpo della chiesa. ^top |